Obiettivi e Motivazione: Cos’è il Burnout da Lavoro e Come Evitarlo

Più volte mi è capitato di conoscere professionisti che regolarmente tirano avanti con il lavoro fino a tarda ora. Si tratta ovviamente di liberi professionisti (freelancer), alcuni ossessionati dall’idea di non lasciar andare nemmeno un cliente. In parte si può capire, per il fatto che le retribuzioni/tariffe medie non sono mai sufficienti a coprire il carico fiscale e contributivo cui si deve far fronte. La concorrenza è alta, i margini sono bassi e spesso ci si mette anche la scarsa professionalità media del settore, che spinge il mercato ad una corsa al ribasso.

Ci si mette, poi, anche la problematicità delle relazioni: difficoltà nei rapporti con i clienti, differenze di vedute con i soci, colleghi e collaboratori, difficoltà personali, ecc. fanno aumentare il livello di stress fino al punto in cui il benessere fisico e mentale viene prima messo in pausa, poi, se le cose vanno per le lunghe, del tutto compromesso.

Il problema è che, presi dai ritmi serrati della quotidianità, spesso non ci si accorge che si sta perdendo il controllo della situazione. Il danno va non solo alle proprie condizioni psico-fisiche, ma anche alla propria attività professionale, perché lo stress fuori controllo riduce la creatività e le intuizioni, la capacità di risolvere i problemi, la reattività di fronte alle difficoltà, l’allegria con cui si ricuciono normalmente rapporti e relazioni, e il danno è fatto a 360°.

Il burnout da lavoro

Il burnout da lavoro è uno speciale tipo di stress correlato al lavoro: uno stato di esaurimento fisico o emotivo che implica anche un senso di ridotta realizzazione e perdita di identità personale.

È così che viene definito il job burnout dallo staff della Mayo Clinic, prestigiosa istituzione noprofit americana.

L’articolo citato continua affermando che lo stato da burnout da lavoro non è uno stato patologico di per sé, ma è probabile che dipenda da altre cause e condizioni, come uno stato di stress o depressione preesistente. Fatto sta, qualunque sia la causa, il burnout da lavoro influisce negativamente sullo stato di salute fisica e mentale.

Quali sono i sintomi del burnout? Per sapere se si è in fase di burnout, lo stesso articolo invita a porsi le seguenti domande:

  • Sei diventato cinico o critico rispetto al lavoro?
  • Ti trascini al lavoro e hai difficoltà ad iniziare la giornata?
  • Sei diventato irritabile o impaziente con colleghi, clienti o clienti?
  • Ti manca l’energia per essere costantemente produttivo?
  • Hai difficoltà a concentrarti?
  • Non sei soddisfatto dei tuoi risultati?
  • Ti senti disilluso per il tuo lavoro?
  • Usi cibo, droghe o alcol per sentirti meglio o semplicemente per non sentir niente?
  • Sono cambiate le abitudini del sonno?
  • Hai mal di testa inspiegabili, problemi allo stomaco o all’intestino o altri disturbi fisici?

Se si rispone di sì ad una o più di queste domande, allora si sta probabilmente attraversando una fase di burnout da lavoro. Se i sintomi sono già preoccupanti, allora le conseguenze dovrebbero inquietare davvero:

  • Stress eccessivo
  • Fatica
  • Insonnia
  • Tristezza, rabbia o irritabilità
  • Ricorso ad alcol o sostanze
  • Malattie cardiache
  • Alta pressione sanguigna
  • Diabete di tipo 2
  • Vulnerabilità alle malattie

L’ambito lavorativo

Se si è lavoratori dipendenti, è l’ambiente di lavoro che può portare al burnout. Ambiente stressante, organizzazione inefficiente, burocrazia, stipendi non corrispondenti allo sforzo lavorativo, orari di lavoro eccessivi, pause ridotte, impossibilità ad assentarsi sono tutti fattori che rendono poco salubre un luogo di lavoro. Un’azienda che voglia instaurare un rapporto produttivo e a lungo termine con il proprio personale, dovrà prevenire il manifestarsi di situazioni patologiche o sarà constretta a gestire personale apatico, demotivato, poco reattivo e con scarsa propensione a mettere tutte le proprie risorse nel lavoro che svolge. Una cattiva azienda crea cattivi lavoratori.

Se si è invece professionisti freelancer, il problema diventa ancora più difficile da gestire, perché, non avendo un orario di lavoro imposto, si può finire per diventare le vittime di un tiranno ben peggiore: se stessi. Con il tempo, si può acquisire l’abitudine a finire il lavoro ad ogni costo, a rispondere tempestivamente ad ogni tipo di richiesta da parte del cliente (perché non si può perdere un cliente, a costo della vita), e così non si ha più tempo per nient’altro. Attenzione, il tempo non dedicato al riposo e alla casualità è tempo prezioso, che introduce novità nella vita ed è indispensabile non solo per recuperare le forze, ma per innescare catene di eventi positivi di cui non si potrà mai avere piena coscienza.

Giorno 7: Quali soluzioni per evitare il burnout da lavoro?

Ci sono infinite soluzioni per non trovarsi mai soffocati dal lavoro. Tutto dipende dalla propria capacità di auto organizzazione, di imporre dei confini precisi tra sé e le fonti di stress, l’aver cura di se stessi dal punto di vista fisico, professionale, culturale, relazionale e mentale.

Quelle che seguono sono le regole di vita che provo a rispettare per me stesso, ma che credo possano forse andar bene un po’ a chiunque.

  • Fare regolarmente sport, almeno due volte alla settimana
  • Pianificare il lavoro, quotidiano, settimanale, mensile e di lungo periodo
  • Imporsi un limite di ore di lavoro giornaliero, che non dovrebbe mai superare le 10 ore
  • Non accettare clienti non affidabili, soprattutto se si è già impegnati
  • Saper dire di NO
  • Fissarsi periodicamente degli obiettivi di breve periodo e raggiungerli
  • Imporsi dei momenti di formazione e aggiornamento professionale (più si è forti professionalmente, più si possono praticare tariffe alte e scegliersi i clienti). E se si è forti con l’inglese, provare ad ampliare l’ambito geografico di proprio interesse
  • Imporsi almeno 1 giorno di assoluto distacco dal lavoro, dalle email e dai social network
  • Curare le relazioni personali
  • Leggere libri di ogni tipo
  • Alzarsi la mattina con l’intenzione di divertirsi
  • Coltivare un hobby
  • Non chiudere mai una giornata con un saldo negativo: ciò che si è appreso e le esperienze che si sono vissute dovranno sempre dare la percezione che sia stata una giornata positiva.

Ed ecco la lettura che propongo oggi: What to Do If You’re Exhibiting Signs of Job Burnout (and How Some WordPress People Cope)

Ma in rete si trovano decine di articoli sul burnout e sullo stress da lavoro. Sono tutti prodighi di consigli, alcuni condivisibili, altri meno. La mia personale esperienza di vita mi porta a dire una cosa sola: si faccia sempre attenzione a non mettere la carriera davanti alla vita.

Al mattino per prima cosa non correre al lavoro, ma prendi il tuo strumento musicale e suonalo. Poi metti alla prova il tuo lavoro nello stesso modo. Se in esso non c’è musica, allora mettilo da parte, e vai a cercare ciò che ha ancora la musica in sé – Kabir, poeta persiano

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