Giorno 27: Suggestione o Crescita Personale?

Tony Robbins è il guru per eccellenza. Un personaggio che ha iniziato negli anni ’80 a insegnare alle persone l’auto soccorso, il cosiddetto self-help. Ora ne abbiamo la testa piena, ma io ho sempre avuto la sensazione che nell’approccio che si è poi diffuso aprendosi sempre più a coach più o meno improvvisati, ci fosse qualcosa che non tornava.

Ho letto diversi libri di Tony Robbins, e devo ammettere che all’inizio ha uno stile accattivante. Una volta compreso il suo discorso, però, qualcosa nell’inconscio va in allarme: la sua tecnica è così travolgente, che alla fine ne ha fatto una macchina da soldi. Ma a mio parere fa leva soprattutto sulla soggezione che il personaggio incute nel suo uditorio. L’approccio alla Tony Robbins ha qualcosa di ipnotico, indotto, aggressivo. Nelle sue migliori intenzioni stimola l’intraprendenza, la presa di decisioni, l’azione senza più indugi. Ma pensandoci su con calma qualcosa fa storcere il naso.

Ad una prima lettura, sono gli stessi argomenti di questi ultimi 27 articoli del presente blog. Ma le stesse esortazioni a lasciare la propria zona di comfort, definire i propri obiettivi, cambiare le proprie abitudini, agire e amare possono seguire strade completamente diverse, che possono condurre in direzioni diametralmente opposte.

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Obiettivi e Motivazione: creare nuove abitudini

In realtà ognuno di noi sa bene come uscire da una situazione di stasi o comunque che riteniamo di dover migliorare. Quello che manca è la reale volontà di farlo. Lasciare il noto per l’ignoto, nella cultura contemporanea del nostro paese, è qualcosa di inaccettabile e inammissibile.

Quante volte ci è venito in mente di lasciare il lavoro, se siamo lavoratori dipendenti, perché abbiamo ritenuto insostenibile il rapporto col capo, o perché non offre la gratificazioni cui aspiriamo? E quante volte l’abbiamo fatto?

Ogni volta che pensiamo ad un possibile cambiamento, cominciano a tremare le gambe e scacciamo via il pensiero come qualcosa di doloroso, cui è meglio non pensare.

Ma questo modo di fare non è sempre razionale, perché così facendo la soglia dell’avventatezza si abbassa sempre di più, e così ci sembrano avventate azioni che in realtà non lo sono, che magari sono dei benefici cambiamenti.

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Obiettivi e Motivazione: Perché Bisognerebbe Lavorare in un’Azienda Distribuita Almeno una Volta

Un’azienda distribuita è un’organizzazione priva di un unico centro operativo, i cui lavoratori si trovano dislocati geograficamente anche sull’intero pianeta.

Lungi da me l’intenzione di proporre un’analisi organizzativa. Qui mi interessa solo elencare una serie di elementi che differenziano le aziende distribuite rispetto al tradizionale modello di impresa con sedi operative geograficamente localizzate in luoghi specifici dal punto di vista di chi lavora. A mio avviso, in alcuni settori di mercato le imprese centralizzate costituiscono un modello arcaico, inefficiente, inefficace e tendenzialmente inumano.

Come ben sottolinea l’autrice dell’atricolo Creating a distributed company culture, la cultura è determinante.

Un’azienda o un team mal gestiti creano una cultura tossica e, volenti o no, con la cultura bisogna farci i conti.

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Obiettivi e Motivazione: Nessuna Scusa

Nessuna scusa

Essenzialmente, semplificando al massimo e generalizzando, esistono due tipi di persone. Quelle che cercano dentro di sé la forza per agire, affrontare la vita, prendere le decisioni, risolvere i problemi, interpretare la realtà, e quelle che cercano fuori da sé, negli altri, la forza per agire, affrontare la vita, prendere le decisioni, risolvere i problemi, interpretare la realtà.

La società e la cultura di oggi ci spingono ad appartenere alla seconda categoria di persone. La nostra anima vuole che siamo la prima categoria di persone. L’appetibilità sociale ci spinge ad essere estroversi, fragili, dipendenti dagli altri; la ricerca della felicità e della realizzazione ci spinge ad essere introversi, potenti, dipendenti solo da noi stessi.

È una questione di scelte, e non c’è nessuna scusa: non scegliere è comunque una scelta.

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Obiettivi e Motivazione: Attività Fisica, Sport e Benessere Psico-Fisico

Che lo sport faccia bene alla salute, lo sanno tutti. Ma che lo sport abbia un’importanza fondamentale nel benesere mentale forse non è chiaro per tutti.

La Treccani dà questa definizione di sport:

Attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo (accompagnandosi o differenziandosi, così, dal gioco in senso proprio), sia, fin dalle origini, per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa.

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Obiettivi e Motivazione: Metodo Scientifico e Pensiero Razionale

Un articolo pubblicato su Wired, intitolato Science Isn’t About ‘the Truth’ — it’s About Building Models ci ricorda che la scienza non può porsi come obiettivo quello della ricerca della realtà assoluta, della verità, ma si basa sulla cosctruzione di modelli. Questi modelli sono indispensabili per la comprensione della realtà che ci circonda e quindi per effettuare previsioni sul mondo fisico.

Ora, costruire un modello, per quanto possa essere dettagliato, non è altro che un’operazione di semplificazione, di scomposizione e ricomposizione dei fenomeni osservati affinché questi possano essere comprensibili, interpretabili dalle nostre limitate capacità di ragionamento.

Tuttavia, le nostre limitate capacità di ragionamento, o, meglio, la nostra scarsa propensione ad accettare la complessità della totalità della realtà, ci spinge ad accettare il modello stesso come realtà obiettiva, e ad ignorare come “non scientifico” tutto ciò che non può entrare a far parte del modello stesso.

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Obiettivi e Motivazione: Psiche e Natura

Wolfgang Pauli fu un fisico di fama mondiale, vincitore, tra l’altro del premio Nobel per la fisica nel 1945. La sua storia è bizzarra e fa riflettere molto sulla nostra capacità di percepire il mondo.

A parte il genio che lo portò a vincere il premio Nobel, non molti sanno che Pauli era un attento studioso di psicologia. Paziente per un lungo periodo di Jung, ne divenne poi amico stretto e inestimabile supporto nella ricerca psicologica.

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Obiettivi e Motivazione: Educare la Mente al Pensiero Positivo

Ancora un post sul pensiero positivo e sulla percezione della realtà. In precedenza ho citato più volte Jung a proposito dell’attitudine che ognuno di noi ha a percepire alcuni aspetti della realtà a discapito di altri. C’è così chi è maggiormente orientato alla gioia, e chi è maggiormente orientato al dolore, e in base a questo orientamento noi ci sforziamo di confermare la nostra supposizione iniziale in ogni occasione, e a volte anche ad ogni costo.

Questa volta mi offre l’occasione di tornare sull’argomento la psicologa sociale Alison Ledgerwood, la quale ha spiegato perché la nostra mente si fissa maggiormente sugli aspetti negativi dell’esperienza, mentre tende a dimenticare più rapidamente gli aspetti positivi, e ci offre qualche utile suggerimento per educare la mente al pensiero positivo.

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Obiettivi e Motivazione: Imparare qualcosa di nuovo in 20 ore

Questa serie di articoli ha diversi scopi. Il primo è personalissimo, e consiste nel provare a me stesso di avere la costanza di portare a termine un impegno preso con me stesso e con chi mi legge. 30 giorni non sono pochi, ma non costituiscono un orizzonte temporale di lungo periodo. 30 giorni sono un impegno gestibile da chiunque abbia voglia di provare a fare qualcosa di concreto e utile, come imparare qualcosa di nuovo.

Le conseguenze di 30 giorni di impegno probabilmente non saranno dirette e quantificabili. Eppure le conseguenze ci sono sempre, se non altro perché, portando a termine un impegno della durata di 30 giorni, ci si fa l’idea di poterlo fare ancora. Ed è questa la conseguenza del rispetto di un piccolo impegno di 1 ora di lavoro al giorno per 30 giorni: la convinzione di poterlo fare ancora, magari con obiettivi più importanti.

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