Obiettivi e Motivazione: Controllare le Emozioni e gli Stati d’Animo

Per comprendere meglio di cosa parliamo, riporto alcune definizioni, tutte tratte da Wikipedia:

Le emozioni sono stati mentali e fisiologici associati a modificazioni psicologiche, a stimoli interni o esterni, naturali o appresi. La loro principale funzione consiste nel rendere più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza, reazione che non utilizzi cioè processi cognitivi ed elaborazione cosciente.
Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale (comunicazione agli altri delle proprie reazioni psicofisiologiche) e una funzione autoregolativa (comprensione delle proprie modificazioni psicofisiologiche) (Wikipedia).

Con il termine sentimento si intende uno stato d’animo ovvero una condizione cognitivo-affettiva che dura più a lungo delle emozioni e che presenta una minore incisività rispetto alle passioni. Per sentimento genericamente si indica ogni forma di affetto: sia quella soggettiva, cioè riguardante l’interiorità della propria individuale affettività, sia quella rivolta al mondo esterno (Wikipedia).

L’umore è uno stato d’animo persistente, che differisce dalle emozioni, dai sentimenti e dagli affetti per il fatto di essere meno specifico, meno intenso e meno suscettibile di essere provocato da uno stimolo o un evento recente (Wikipedia).

I nostri impulsi emotivi, momentanei, prolungati o permanenti che siano, determinano le nostre azioni molto più della nostra volontà cosciente. Trovarsi, ad esempio, in una condizione di allegria e ottimismo ci può far assumere decisioni importanti e molto più rischiose di quanto potrebbe accaderci in un momento di malinconia o di tristezza. E questo indipendentemente da qualsiasi calcolo razionale che possiamo essere in grado di fare.

Ora guardate attentamente l’immagine che segue, ma senza scorrere la pagina, e provate a immaginare cosa rappresenti (ci servirà tra un po’).

immagine 1
Immagine 1 (origine TED.com)

Nella vita come nella professione, diventa fondamentale non soltanto controllare le emozioni e coltivare gli stati d’animo positivi, ma anche essere capaci di cambiare emozioni e stati d’animo acquisendo nuove modalità percettive.

A volte si può avere la sensazione di agire secondo un copione scritto da altri, senza avere l’autonomia di decidere liberamente delle proprie azioni. Questo avviene perché gli stati d’animo nascono da fattori inconsci, che in alcuni casi possono anche avere un’origine fisica.

Ma agire in uno stato d’animo negativo può avere conseguenze drammatiche per se stessi e per ci ci sta intorno. Le conseguenze che le azioni compiute in questi momenti hanno sul nostro futuro, prossimo o remoto che sia, scaveranno un solco sempre più profondo che darà alla vita una traiettoria che potrà apparire sempre più immutabile.

Voglio citare un brano tratto da Fromm in cui l’autore riporta il pensiero di Spinoza:

Per Spinoza, il «bene» va inteso come «tutto ciò di cui siamo certi che è un mezzo grazie al quale possiamo avvicinarci sempre più al modello di natura umana che ci siamo proposti»; ed egli concepisce il «male» come «al contrario ogni cosa che siamo certi ci impedisce di raggiungere tale modello». La gioia è una buona cosa; il dolore (tristizia) è una cosa cattiva. La gioia e virtù, la tristezza è peccato.

Sicché, la gioia è quanto sperimentiamo nel processo di avvicinamento all’obiettivo costituito dal divenire noi stessi.

La tristezza ci ostacola nel percorso di avvicinamento a noi stessi. Gli stati d’animo negativi sono distruttivi, portano alla rinuncia, sterilizzano la creatività, riducono le capacità relazionali, riducono le capacità introspettive.

Per spiegare come sia possibile controllare le emozioni e gli stati d’animo, faccio ricorso ad un talk del TED in cui Lisa Feldman Barrett, Distinguished Professor of Psychology at Northeastern University, ci dice che Non siamo alla merché delle nostre emozioni. È il cervello che le crea.

Il processo è lo stesso della decodifica dell’immagine in bianco e nero qui sopra.

Giorno 14: Controllare le Emozioni e gli Stati d’Animo

Le conclusioni della Feldman sono sorprendenti, ma fino ad un certo punto. La studiosa parte affermando che le emozioni sono supposizioni del nostro cervello, e che noi possiamo avere un grandissimo controllo su queste supposizioni, molto più di quanto potremmo mai immaginare.

Le emozioni non sono preesistenti, sono semplicemente costruite.

Avete visto l’immagine 1 riportata più sopra? Potremmo fissarla per ore, e ognuno potrebbe immaginare che nasconda qualcosa di diverso. Ma guardiamola a colori.

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Immagine 2 (origine TED.com)

Ora che abbiamo esperienza di quella forma, riguardiamo la prima immagine e vediamo se riconosciamo il serpente.

immagine 1
Immagine 1 (origine TED.com)

Ora che abbiamo visto la seconda immagine, il cervello sta ricostruendo la forma di un serpente, dove in realtà non c’è un serpente. Il cervello disegna automaticamente dei contorni, in una sorta di allucinazione. La scienza chiama questo tipo di allucinazioni “predizioni”, che non sono altro che il modo in cui funziona il nostro cervello.

Queste “predizioni” costituiscono la base di ogni nostra azione, perché costituiscono il modo in cui noi abbiamo esperienza del mondo.

Your brain does not react to the world. Using past experience, your brain predicts and constructs your experience of the world.

E così il modo in cui vediamo le emozioni degli altri non sono altro che previsioni profondamente radicate.

The emotions you seem to detect in other people are partly inside your own head.

Ossia, le emozioni che crediamo di percepire in altre persone sono parzialmente dentro la nostra testa.

E qui viene il bello: il modo in cui sperimentiamo le nostre stesse emozioni segue esattamente lo stesso processo. Il nostro cervello fa delle previsioni, ossia supposizioni che costruisce al momento, con il lavoro di miliardi di neuroni. Queste previsioni sono necessarie perché abbiamo bisogno di sapere cosa sta per succedere al nostro corpo, individuare un collegamento tra noi stessi e il mondo intorno a noi. E spesso queste costruzioni sono emozioni, create dalla nostra mente in previsione di quello che sta per succedere.

E quindi:

Emotions that seem to happen to you are made by you.

You have more control over your emotions than you think you do

In pratica, per uscire dal pessimismo, dalla tristezza, dalla depressione, e quindi cambiare drasticamente la nostra vita se questa non va come vorremmo, dobbiamo insegnare al nostro cervello come fare previsioni diverse su quello che sta per accadere. Questo significa imparare a controllare le emozioni.

Ed è significativo il modo in cui la Feldman conclude il suo intervento:

Chi è responsabile quando non vi comportate nel modo giusto? Voi! Non perché siete colpevoli per le vostre emozioni, ma perché le azioni e le esperienze che fate oggi, diventano le vostre previsioni di domani.

Insomma, se posso dare un consiglio, direi di guardare il video fino alla fine.

Photo by Alvin Decena from Pexels

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