Obiettivi e Motivazione: Il Potere delle Abitudini

È attinente al discorso sulla zona di comfort, ma l’argomento, con sfumature diverse, ritorna ogni qual volta si parli di limiti auto imposti: si tratta delle abitudini.

Se pensassimo sia solo pigrizia, potrebbe essere naturale essere prevenuti e non accettare l’idea che le abitudini riguardano tutti, in tutti gli ambiti di vita. È il modo in cui funziona la mente per risparmiare energia. Non è un libro che consiglierei ad ogni costo, ma offre comunque un’idea chiara e documentata di come agiscono le abitudini sul nostro comportamento.

Giorno 8: Il Potere delle Abitudini

Per dare attendibilità alla trattazione, non ne parlerò in prima persona, ma riportarò un estratto del libro Il potere delle abitudini di Charles Duhigg. Cedo la parola all’autore.

Quasi tutte le scelte che compiamo ogni giorno potrebbero sembrarci il prodotto di decisioni ben ponderate, ma non è così. Sono abitudini. E, sebbene ogni abitudine abbia un significato relativamente poco importante se considerata da sola, col passare del tempo i pasti che ordiniamo, quello che diciamo ai nostri figli ogni sera, la nostra capacità o meno di mettere da parte il denaro, la frequenza con cui facciamo attività fisica e il modo in cui organizziamo i pensieri e le abitudini di lavoro hanno un impatto enorme sulla nostra salute, produttività, sicurezza economica e felicità. […] oltre il quaranta per cento delle azioni compiute dalle persone ogni giorno non sono frutto di decisioni, ma di abitudini.

Secondo gli scienziati, le abitudini si formano perchè il cervello è sempre alla ricerca di modi per risparmiare energia. Se venisse lasciato ai propri meccanismi, il cervello cercherebbe di trasformare ogni routine in abitudine, perchè le abitudini permettono alla nostra mente di ridurre gli sforzi. […] Un cervello efficiente ci permette anche di smettere di pensare costantemente a comportamenti elementari come camminare e decidere cosa mangiare, in modo da poter dedicare le nostre energie mentali all’invenzione di lance, sistemi di irrigazione, aeroplani e videogiochi.
Ma risparmiare energie mentali può essere pericoloso, perchè se il nostro cervello si rilassasse nel momento sbagliato potrebbe sfuggirci qualcosa di importante, come ad esempio un predatore nascosto tra i cespugli o un’auto che sopraggiunge a velocità sostenuta mentre stiamo attraversando la strada. Così i nuclei della base hanno escogitato un sistema ingegnoso per stabilire quando lasciare che le abitudini prendano il sopravvento. Questo meccanismo si attiva all’inizio o alla fine di una certa unità di informazione comportamentale.

[…] il cervello compie un grosso sforzo all’inizio di un’abitudine, cercando qualcosa – un segnale – che gli offra un indizio su quale modello usare. […] E al termine dell’attività, […] il cervello si riattiva e controlla che tutto si sia svolto secondo le aspettative.

Le abitudini non sono un destino a cui siamo costretti a piegarci. […] le abitudini si possono ignorare, modificare o sostituire. Ma l’importanza del circolo dell’abitudine (habit loop) è che ci rivela una verità fondamentale: quando si forma un’abitudine, il cervello non partecipa più al processo decisionale. Smette di lavorare, oppure si rivolge ad altri compiti.

Tuttavia, comprendere il funzionamento delle abitudini, ossia imparare a conoscere la struttura dell’habit loop, ne rende più facile il controllo. Se scomponiamo un’abitudine nelle sue parti, possiamo modificarne la struttura.

Le abitudini non scompaiono mai davvero. Restano codificate nella struttura del cervello, e questo è un vantaggio enorme, perchè sarebbe terribile se dovessimo imparare di nuovo a guidare dopo ogni vacanza. Il problema è che il cervello non sa distinguere fra abitudini buone e abitudini cattive, e una cattiva abitudine sarà sempre lì in agguato, in attesa dei segnali delle gratificazioni giuste.
Questo spiega perchè è così difficile abituarci a fare attività fisica, ad esempio, o a modificare le nostre abitudini alimentari. Se abbiamo sviluppato la routine di starcene sul divano invece di andare a correre, o di farci uno spuntino ogni volta che vediamo la confezione delle merendine, questi modelli rimarranno per sempre nella nostra testa. Ma per lo stesso motivo, se impariamo a costruire nuove routine neurologiche in grado di dominare questi comportamenti, ossia se assumiamo il controllo del circolo dell’abitudine, possiamo mettere in secondo piano le tendenze negative […]
Se non potesse ricorrere alle abitudini, il nostro cervello collasserebbe sotto il peso delle innumerevoli attività quotidiane. I pazienti che hanno subito una lesione ai nuclei della base, […] spesso sono mentalmente paralizzati. Faticano a eseguire attività elementari, come aprire una porta o decidere cosa mangiare.

Il meccanismo delle abitudini è pervasivo e rischioso se non si impara a riconoscerle, e rompere lo schema delle abitudini equivale ad uscire dalla zona di comfort.

Le abitudini permettono alla nostra mente di ridurre l’energia impiegata a decifrare la realtà e a prendere continuamente nuove decisioni. Sono un meccanismo vitale, ma possono impedirci di vedere i nostri errori e ridurre le nostre capacità di intercettare comportamenti errati, di intuire soluzioni nuove, di migliorarci giorno per giorno.

Photo by Andreea Ch from Pexels

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