Obiettivi e Motivazione: Ottime Ragioni per Imparare a Non Far Niente

Basta fare una ricerca su Google e si trovano centinaia di risorse in cui si proclama a gran voce l’importanza dei momenti in cui non si fa nulla. Ma cosa significa realmente non far nulla?

Essenzialmente due cose:

  1. Non fare niente di “produttivo”
  2. Liberare la mente da ogni tipo di incombenza, preoccupazione, rimuginio distruttivo.

Non far nulla per mezz’ora significa godersi mezz’ora della propria esistenza presente, in uno stato di beata spensieratezza. In una parola, non far nulla significa “essere”, in contrapposizione con il “fare.

È una cosa a cui non siamo più abituati. Forse qualcuno di noi ricorderà momenti simili, ma li ricondurrà ad un tempo andato, forse dell’infanzia o della giovinezza. Ci è stato insegnato che la crescita “anagrafica” porta con sé cambiamenti che implicano l’abbandono del gioco, della spensieratezza, dell’apprendimento, e che bisogna dedicare le proprie energie alla soluzione di problemi che la vita “necessariamente” ci porterà in “dono”.

Credo che non esistano bugie più profonde di questa. Questo approccio impone non la perdita, ma l’abbandono della propria spensieratezza per immolarsi a qualche demone creato dalla morale diffusa.

Purtroppo l’abbandono del gioco e della spensieratezza conduce anche alla perdita della capacità di giocare ed essere spensierati. Ecco, perché, nella società iper-complessa, iper-connessa, iper-impegnata, essere spensierati è una capacità, come la capacità di concentrarsi, che molti hanno perso.

Eppure riuscire a rimanere mezz’ora al giorno senza far niente, liberando la propria mente da ogni preoccupazione e rimuginio e lasciando che i pensieri vadano liberamente dove vogliono, è un esercizio vitale per il proprio benessere mentale e per coltivare la propria creatività.

Se siete programmatori avrete sicuramente vissuto la strana esperienza di intuire la soluzione di un problema la mattina appena svegli, quando magari state pensando ad altro o non state pensando proprio a niente. In quel momento la capacità cognitiva della nostra mente è al massimo, soprattutto perché non è ancora entrata nel vivo della lotta quotidiana.

Il momento dell’ozio è vitale per la nostra mente, perché in questi momenti può agire libera da costrizioni, può elaborare soluzioni nuove, può semplicemente vagare senza meta, come in un sogno ad occhi aperti. Il momento dell’ozio è come togliere lo zoom alla vostra reflex per montare il grandangolo, distogliete l’attenzione da un oggetto specifico, per lasciar spaziare la mente sull’intero paesaggio.

Giorno 17: imparare a non far niente

Isaac Newton intuì la legge di gravitazione universale in un momento di “contemplazione”, ossia mentre era lì a non fare assolutamente niente. Vide cadere una mela e nella sua mente scoccò una scintilla che cambiò il modo in cui vediamo il mondo.

Per far capire quanto sia importante ritrovare la capacità di “non far niente”, voglio segnalare diversi articoli, tutti di riviste importanti.

Il primo è del Guardian, e si intitola Cinque ragioni per cui dovremmo tutti imparare a non far niente. Sentite cosa scrive:

“fare” può essere una sorta di costrizione, una dipendenza che non riusciamo a riconoscere come tale perché la società ci elogia per questo. In effetti, imparare a non fare nulla potrebbe essere l’abilità più vitale per crescere nella nostra cultura frenetica, travolgente, sempre connessa.

Ed ecco le ragioni per cui è importante imparare a “non far niente”, secondo l’autore dell’articolo:

  • “Far niente” non è realmente non far niente
  • La mancanza di idee, il riposo e persino la noia possono accrescere la creatività
  • Troppa attività è controproducente (avete mai avuto l’impressione di lavorare tanto e produrre poco? Per un freelancer una situazione del genere è distruttiva)
  • Il cervello dipende dai tempi di riposo
  • Riuscirete a riprendere il controllo della vostra attenzione

Per capire quanto sia difficile rimanere senza far niente, provate a disconnettervi per un certo periodo di tempo, oppure provate a non riempire i tempi vuoti della giornata con un po’ di lavoro, giusto per portarsi avanti, o per fare quella cosa che state rimandando da tempo. E poi, cosa vuoi che sia rispondere ad un paio di email?

Ed eccoci lì, nei casi peggiori sulla soglia del burnout. Nei casi migliori, avvertiamo solo stanchezza, perdita di produttività, mancanza di concentrazione, di idee e creatività, difficoltà a individuare i nostri obiettivi.

Sentite cosa dice un’executive d’azienda intervistata per la Harvard Business Review:

Non sono pagata per fare questo tipo di lavoro (leggere 500 email al giorno). Se sono così impegnata a fare ciò che le persone si aspettano che faccia, non ci sarà più tempo per ciò che dovrei fare. Non puoi fare lavori creativi a un ritmo informatico. Il lavoro creativo ha i suoi ritmi tradizionali. Per essere creativi, è necessario possedere uno stato mentale più sereno. Nel corso degli anni ho imparato a fondo che la tecnologia a volte incoraggia le persone a confondere l’operosità con l’efficacia. Ho bisogno di tempo tranquillo per essere in grado di funzionare.

E poi ancora:

Sempre di più, l’equilibrio tra attività e inattività è diventato seriamente fuori sincrono. Ma rallentare – fare uno sforzo cosciente per non essere occupato – può essere la cosa migliore che possiamo fare per la salute del nostro cervello. È l’incubatore per le future esplosioni di creatività. Essere in grado di bilanciare attività e solitudine, rumore e tranquillità, è un ottimo modo per attingere alle nostre risorse creative interiori. È inestimabile nutrire le scintille creative che possediamo.

Ed ecco le cause:

Per la maggior parte di noi, non fare nulla è associato all’essere irresponsabili, essere sulla strada sbagliata o, peggio, sprecare le nostre vite. Di conseguenza il silenzio e l’immobilità ci terrorizzano e ci proteggiamo da questi terrori con il rumore e l’attività frenetica.

Leggete cosa dice questa giornalista del New York Times:

Doing nothing is often boring, and boredom is often crazy-making. In a 2014 study, published in the journal Science, researchers reported that many people preferred self-administering electric shocks to doing nothing.

Far niente è qualcosa che fa leteralmente impazzire molte persone. Qualcuno si auto-somministrerebbe un elettroshock piuttosto che rimanere senza far niente. Eppure la noia è indispensabile alla salute mentale e alla creatività:

People who have been bored demonstrate increased creativity, and are better at associative thinking than those who have just been relaxing.

A questo punto non rimane che fissare un nuovo obiettivo: ritagliarsi 30 minuti al giorno per 30 giorni in cui non far assolutamente nulla!

Photo by Leonie Fahjen from Pexels

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