Obiettivi e Motivazione: I Desideri dell’Anima

Avete mai sentito qualcuno dire che la realtà è tutta un’illusione? Ci avete mai realmente creduto? Sono sicuro di no, perché io stesso ho fatto una gran fatica ad abbandonare i vecchi pregiudizi di un mondo obiettivo, reale, concreto.

Eppure è successo che qualcuno mi ha spiegato che…

A partire dal momento in cui abbiamo coscienza di noi stessi, quindi in un momento non ben precisato della prima infanzia, cominciamo a scrivere una storia. Di questa storia noi siamo prima di tutto gli autori, poi anche gli attori protagonisti (questo, ovviamente, in una situazione di normalità).
Incontriamo delle persone, otteniamo delle cose, rinunciamo ad altre cose, e ogni nuova esperienza ci fa aggiungere un paragrafo alla storia con cui narriamo noi stessi: la nostra identità, fatta di passato, la vita nel presente, i nostri desideri/paure/previsioni che costituiscono il futuro.

Tutto quello che interviene nella nostra vita è un contributo alla stesura del romanzo, che per qualcuno è una commedia, per qualcun altro un dramma, per altri ancora una tragedia. Per me una farsa.

Ma, in tutti i casi, è una storia, scritta da noi stessi. Ci sono momenti in cui scriviamo molto, altri in cui rinunciamo a scrivere, e lasciamo che la storia si scriva da sé. Ma anche quella è una storia, la storia della rinuncia a scrivere la propria storia perché il protagonista della storia si descrive come una vittima degli eventi.

Questo, a mio modo di vedere, è il libero arbitrio. Questo è quello che può portare a dire che il destino non esiste, e che ognuno è primo artefice di quanto gli accade. Perché se un individuo non smette di pensare che il mondo è pieno di gioia, e cerca la gioia ovunque, e la trova ovunque, si porrà nei confronti del mondo in modo più aperto e solare. Avrà meno bisogno di muri dietro cui nascondersi. Avrà meno paura di provare e accettare sfide, non avrà paura di amare, non avrà paura della solitudine. E l’atteggiamento di apertura nei confronti del mondo non farà che confermare le sue previsioni e gli porterà in dono tutto ciò che sta cercando.

Giorno 10: I desideri dell’anima

Ed ecco il libro che consiglio oggi. È stato scritto da una psicologa junghiana, Clarissa Pinkola Estés, e si intitola I desideri dell’anima. È un libro scorrevole nella forma e molto semplice da leggere, ma ogni sua parola è un invito ad una riflessione attenta su se stessi, sul mondo che creiamo, sulle storie che ci raccontiamo per giustificare ogni nostra azione.

Non è un libro di psicologia, è un libro sulle favole e sui miti, che dimosra che la mente umana racconta continuamente storie, la storia di chi siamo, di chi siamo stati, di chi vogliamo essere. Capire il significato inconscio delle favole e dei miti antichi ci aiuta a capire il senso delle nostre azioni, dei nostri desideri, dei nostri sogni e delle nostre rinunce.

La Estés, autrice tra l’altro del best seller Donne che corrono coi lupi, afferma:

Avendo ripetutamente visto come la psiche agogni quando è ispirata, confusa, ferita o in lutto, trovo che, più di ogni altra cosa, l’anima brami storie.

Se il coraggio e l’audacia sono i muscoli della spinta spirituale che aiuta la persona a raggiungere la pienezza, allora le storie ne sono le ossa. Insieme, portano avanti gli episodi del mito della vita. Perché le storie? Perché il modo di comunicare dell’anima è insegnare. E la sua lingua è fatta di simboli e temi, i quali sono stati trovati tutti, fin dall’inizio dei tempi, nelle storie. Potrei anche arrivare a dire che l’anima ha bisogno di storie.

I desideri dell’anima

L’anima si nutre di storie, ne ha bisogno per interpretare il mondo, il che conduce a ritenere che la vita stessa sia una storia. I più sani di mente, i più forti e determinati, continuano a scriverla ogni giorno, e non sono solo attori, ma anche registi e sceneggiatori.

Torno a Jung quando diceva: chi si aspetta dalla vita soprattutto dolore, sarà maggiormente propenso a percepire soprattutto gli aspetti dolorosi della realtà.

  1. Chi percepisce un mondo ostile cercherà ovunque conferme alla sua visione del mondo e la sua percezione sarà orientata a captare le minacce della vita.
  2. Chi si sveglia la mattina con l’idea di conquistare il mondo, chi percepisce gioia, chi aspira alle vittorie, alle emozioni positive, all’amore, si soffermerà sugli elementi della realtà che gli confermino la sua visione del mondo e che gli dimostrino che sta procedendo nella direzione giusta. La sua anima sarà protesa a percepire gioia, emozione, conquiste.

Il primo sarà soggetto alla paura, pronto alla resa e alla rinuncia, il secondo è destinato a tutt’altra sorte.

Questo ci introduce ad un altro discorso: la percezione del sé e la dicotomia tra introversione ed estroversione. Ma questa è un’altra storia.

Secondo i filosofi della scienza, la scienza stessa non è che una delle storie possibili che ci raccontiamo per comprendere la realtà. A questo proposito mi torna in mente qualcuno che sosteneva che lo strumento migliore che abbiamo a nostra disposizione per comprendere il mondo siano i miti, perché i miti non sono altro che rappresentazioni comprensibili degli archetipi dell’inconscio collettivo, di per sé così immensi per la nostra mente da non poter essere compresi per quello che sono.

Ma le storie e i miti, sebbene abbiano tutti un comune significato recondito e profondo, in tutte le culture del mondo, non sono altro che storie. E le storie sono invenzioni della mente (e dell’anima). E ognuno di noi può inventarne una per se stesso, e cambiarla se non va più bene, migliorarla, adattarla o confermarla. L’importante è non smettere mai di scrivere e puntare sempre alla conquista del tesoro.

Image Credits: Photo by Leah Kelley from Pexels

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