Obiettivi e Motivazione: Cambiare Se Stessi e gli Altri

Pollo

Un brevissimo ma interessante articolo della webzine Inc. mi fa venire in mente la vecchia storia dell’aquila cresciuta nel pollaio:

Un uomo trovò un uovo d’aquila e lo mise nel nido di una chioccia.

L’uovo si schiuse contemporaneamente a quelle della covata, e l’aquilotto crebbe insieme ai pulcini. Per tutta la vita l’aquila fece quello che facevano i polli del cortile, pensando di essere uno di loro. Frugava il terreno in cerca di vermi e insetti, chiocciava e stramazzava, scuoteva le ali alzandosi da terra di qualche decimetro.

Trascorsero gli anni, e l’aquila divenne molto vecchia. Un giorno vide sopra di sé, nel cielo sgombro di nubi, uno splendido uccello che planava, maestoso ed elegante, in mezzo alle forti correnti d’aria, muovendo appena le robuste ali dorate. La vecchia aquila alzò lo sguardo, stupita, “Chi è quello?” chiese. “È l’aquila, il re degli uccelli”, rispose il suo vicino. “Appartiene al cielo. Noi invece apparteniamo alla terra, perché siamo polli”.

E così l’aquila visse e morì come un pollo, perché pensava di essere tale.

Antony De Mello – Messaggio per un’aquila che si crede un pollo
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Obiettivi e Motivazione: Empatia e Sincerità. L’Importanza di Relazioni Sane nella Crescita Personale

Relazioni

Nei post precedenti, nel proporre letture e approfondimenti, ho orientato la riflessione verso il sé interiore. Ho presupposto che l’autopotenziamento sia costituito prima di tutto da una crescita personale individuale. Ma questa è solo una parte del percorso di crescita, perché l’uomo non esiste da solo e gli altri costituiscono un riferimento e una risorsa indispensabile alla propria crescita personale (e professionale).

Ma come si colloca l’altro, o gli altri, nel percorso di crescita?

Risposta: In modo ambiguo. Qui analizzerò il primo dei diversi aspetti della relazione tra il sé e il mondo: la capacità affettiva e l’attitudine a instaurare relazioni sane.

Gli altri costituiscono il riferimento dell’individuo sin dalla nascita: in sociologia si dice che “la coscienza del sé passa dagli altri”, nel senso che noi sappiamo quello che siamo perché ce l’hanno detto e confermato gli altri. Come potremmo sapere di essere intelligenti, preparati, belli o brutti se non attraverso gli occhi e le reazioni degli altri?

Ma non si tratta solo di questo. La mobilitazione delle energie interiori avviene soprattutto per sollecitazioni esterne: gli altri sono il riferimento delle nostre emozioni: amore, rispetto, stima, gelosia, rabbia, invidia, compassione, ambizione, tenerezza, sono solo alcuni dei sentimenti e degli stati d’animo che nascono dalla relazione con gli altri.

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