Obiettivi e Motivazione: Valori, Priorità e Gestione del tempo

Uno degli argomenti che vengono tirati fuori più spesso come obiezione (anche giusta) agli inviti a introdurre cambiamenti nelle proprie routine quotidiane riguarda la scarsità del tempo libero e la gestione del tempo di lavoro.

Il tempo è, per antonomasia, risorsa scarsa. Non si ha mai tempo a sufficienza. Inoltre, non tutti hanno a disposizione lo stesso tempo, come fa notare questo interessante articolo The privilege of free time in Open Source, in cui Dries Buytaert mette in rilievo che non esiste meritocrazia nel mondo dell’open source, perché non tutti hanno la possibilità di contribuire allo stesso modo, e mette in evidenza che la disponibilità di tempo cambia drasticamente in base al sesso, all’etnia e alle condizioni personali e familiari dei contributor.

Per un freelancer, il tempo è un argomento molto controverso, perché non è una variabile su cui si possa sempre incidere con la propria volontà. Oltre alle questioni sollevate da Dries Buytaert nel suo interessante articolo, ci sono anche questioni di carattere geografico, come lucidamente dimostrato anni addietro da Manuel Castells nel voluminoso ma imprescindibile La nascita della società in rete.

Ma se sul tempo a disposizione incidono fattori obiettivi come quelli di cui sopra, esistono anche fattori soggettivi che dipendono prevalentemente o escusivamente dalle nostre decisioni. Il tempo “libero” o “liberato” dipende dalle priorità che ci siamo dati e le priorità dipendono a loro volta dalle percezioni e dalle supposizioni personali, che possono essere più o meno arbitrarie.

Il post di oggi, quindi, è un invito a riflettere su una domanda precisa: la nostra disponibilità/scarsità di tempo riflette la migliore gerarchia possibile delle attività da svolgere nella routine personale e professionale?

Ad ognuna delle attività quotidiane assegniamo un valore e in base a quel valore decidiamo quanto tempo dedicare a quell’attività. Ma se la valutazione non fosse corretta? Se l’importanza delle attività dovesse essere rivalutata perché cambiata nel tempo? Se, insomma, la gerarchia di valori che valeva il mese scorso non è più attuale, siamo sicuri di accorgercene?

E quali sono i valori che ci hanno orientato quando abbiamo stilato la graduatoria? Ad esempio, a che posto collochiamo la formazione e l’aggiornamento professionale? Da quanto tempo non acquistiamo un manuale aggiornato di JavaScript? Abbiamo già cominciato a creare i nostri layout con flexbox? Siamo sicuri che sia opportuno annullare un altro allenamento in palestra? E il tempo dedicato alla famiglia è più o meno prezioso di quel progetto che non si sa se e quanto renderà?

Tra tutte le possibili domande sul tempo, ne scelgo una: quanto tempo stiamo dedicando al miglioramento della lingua inglese? In Italia il reddito medio di un web designer viaggia di poco sopra i 20k euro annui (lordi). In Australia la speranza media di guadagno per un web designer è di oltre 70k dollari (americani). Alla luce di questi dati, siamo sicuri che non ci convenga rivalutare la nostra gerarchia di valori, e magari rinunciare a qualche cliente poco puntuale nei pagamenti per provare ad investire su noi stessi e rivolgere l’attenzione al mercato internazionale?

A mio modo di vedere, e motivo per cui mi sono impegnato a concretizzare l’idea di questo ciclo di articoli, è che il tempo speso meglio è quello che dedichiamo alla nostra crescita personale, perché da quella derivano tutte le conseguenze di una vita realizzata.

Il succo è questo: bisogna riuscire a fare una valutazione obiettiva delle priorità, che non venga limitata dalla nostra scarsa propensione ad uscire dalla zona di comfort.

Riuscire a dire “no” ad un cliente per mantenere una migliore forma fisica, per migliorare le proprie competenze linguistiche e tecniche, per concedersi un viaggio o per partecipare ad un WordCamp, potrebbe forse far perdere un po’ di denaro oggi, ma potrebbe essere una decisione importante per il benessere personale e professionale nel medio/lungo termine. Forse non è solo una questione di coraggio, ma anche di lunghezza di vedute.

Giorno 5: due letture per una più efficace gestione del tempo di lavoro

Difficile, quindi, dire quanto la scarsità di tempo sia dovuta a cause oggettive o soggettive. Ma per l’autopotenziamento è indispensabile affrontare l’analisi con una certa freddezza. Dopo questa premessa indispensabile, si può passare agli aspetti pratici della gestione del tempo di lavoro.

Oggi propongo due letture. La prima è un articolo che offre alcuni suggerimenti su come ottimizzare il proprio tempo di lavoro. La seconda, invece, riguarda sopecificamente la riduzione delle distrazioni“.

Eggià, perché riuscire ad essere concentrati quando si lavora, libera il tempo per tutto il resto.

Buona lettura.

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