Obiettivi e Motivazione: la Zona di Comfort

Uno degli ostacoli maggiori che si possono incontrare nello sviluppo della propria vita personale e professionale è quello della pigrizia. Non se ne è quasi mai consapevoli. Ci si concede regolarmente periodi di vacanza, si ritiene di svolgere una vita attiva, ma poi un giorno ci si accorge di non avere più il controllo del proprio stato fisico, mentale, relazionale e professionale. Non riusciamo a tenere il passo della concorrenza e del mercato, non riusciamo a gestire le relazioni con i clienti, ci lasciamo sfuggire opportunità professionali importanti.

La cosa seria è che 9 volte su 10 non sappiamo cosa ci siamo lasciati sfuggire, quali occasioni abbiamo perso, cosa avremmo potuto fare ed essere se solo avessimo avuto una visione più ampia della situazione. Vediamo solo che altri hanno avuto delle occasioni che a noi non si sono presentate. Altri hanno avuto idee che noi non abbiamo avuto, oppure abbiamo avuto ma non abbiamo saputo dove trovare i mezzi per realizzarle. E così via…

Come si fa a risolvere il problema, se tutto questo sfugge alla nostra consapevolezza?

Il problema non si risolve affrontandolo, ma uscendo da quella che viene definita zona di comfort. Ecco come la definisce Wikipedia:

Una zona di comfort è uno stato psicologico in cui le cose appaiono familiari a una persona e in cui la persona si trova a suo agio e controlla il proprio ambiente, sperimentando bassi livelli di ansia e di stress. In questa zona è possibile mantenere un livello costante di prestazioni.

In pratica stiamo parlando delle abitudini e della quotidianità, delle certezze e delle convinzioni; potremmo azzardare a parlare di identità, ma non in termini generali, quanto piuttosto di quell’identità come idea (o immagine) immutabile di se stessi.

Il mondo è in perpetuo divenire, e chi opera nelle tecnologie informatiche dovrebbe saperlo bene. Ma una cosa è tenersi al passo con l’evoluzione tecnologica, altra cosa è accettare l’idea che la vita è continuo cambiamento e che, per vivere una vita ricca dal punto di vista personale e professionale, è necessario abbracciare l’idea del cambiamento continuo di se stessi. Alla parola neutra “cambiamento” sostituirei senza alcun timore la parola “arricchimento”.

Potrei proporre decine di articoli e libri sull’argomento, ma qualsiasi lettura, una volta compreso il concetto, rischierebbe di trasformarsi in una bella idea da contemplare a tavolino, rimanendo rassegnati a non realizzarla mai, perché non si ha tempo, perché il lavoro non lo consente, altri impegni non ce ne danno la possibilità. E così si comincia un altro giro del loop che ci porterà sempre a rincorrere qualcosa o qualcuno, ma a non raggiungerlo mai, a sentire di avere delle potenzialità che non riusciamo ad esprimere, a vivere in uno stato di affanno e insoddisfazione permanente.

In rete si trovano moltissime persone che spiegano cosa sia la comfort zone, c’è chi dice come espanderla e chi dice come uscirne. Fatto sta che, finché ci si domanda come fare a rompere lo schema della propria quotidianità, si finisce col pensare, quando invece si dovrebbe solo agire. Lo si può fare dandosi semplici obiettivi da raggiungere, come quello di alzarsi dal letto per un mese alle 6 di mattina per andare a fare fotografie in campagna, oppure imporsi di leggere ogni giorno qualcosa che sia legato ad un tema specifico da condividere con qualcuno, stabilire dei periodi di apprendimento di una lingua o di una nuova tecnologia, cominciare a fare con serietà uno sport o dedicare una parte del proprio tempo ad attività culturali e creative (si noti il grassetto), ecc.

E ricordiamoci sempre che non può succedere mai niente di nuovo se si fanno sempre le stesse cose (qualcuno l’ha detto prima di me, ma non saprei chi).

Giorno 2: What I learned by leaving my comfort zone

Quindi oggi propongo la lettura di un piccolo articolo di Sciencemag in cui l’autore racconta come gli sia cambiata la vita per aver accettato la sfida che gli veniva presentata dalla possibilità di passare un periodo di tre mesi lontano dalle sicurezze della sua cittadina natale. È un semplice invito alla riflessione.

Se state cercando i motivi per cui non potreste fare qualcosa di veramente nuovo anche voi, allora avete trovato il vostro nemico e potete capire come opera: è il demone che offre il motivo per non introdurre novità nella vita, per non accettare una sfida, per non uscire dalla zona di comfort.

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